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Autore Topic: Parafrasi e Commento Il Cantico delle Creature  (Letto 457 volte)
Pikachu95
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Patrizio Masini


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« il: 08 Marzo 2012, 12:14:43 »


Parafrasi e Commento Il Cantico delle Creature (ITA)

Nell’anno 1224, fu scritto uno dei più primi testi letterari teocratici, ossia “Il Cantico delle Creature”, il quale lo si può definire anche come “Il Cantico dello frato Sole” a causa del suo contenuto altamente teocratico. Il creatore di codesta a parer mio, splendida opera, risulta essere Francesco d’Assisi, egli dapprima figlio d’imprenditore, decide di rinunciare ad ogni più comune bene al fine di operare come meglio poteva, la parola di Dio, la quale ribadiva la nullità dei beni terreni in confronto alla reale ed elevata importanza dei valori che avevano come fine ultimo la salvezza dell’anima. Egli scrive questa opera così ricca di speranza e di profondo amore nei confronti di Dio, proprio nel periodo in cui la sua vita giungeva al termine, però nonostante tutto, ciò non è facilmente constatabile proprio perchè, se la si legge con maggior attenzione, si potrebbe notare, a partire dal 27° verso della sua splendida opera, che egli considera la morte come una “sorella”, in quanto questa rappresenta la comunione con la vita eterna, poiché S. Francesco sostiene che vi sia una sostanziale differenza fra la morte “terrena” e quella spirituale. Infatti secondo la parola del nostro Gesù, il corpo non è null’altro che la dimora della nostra anima, facendoci così comprendere l’immortalità di quest’ultima nei confronti della scontata mortalità del nostro corpo. Già da questi versi che vedono come protagonista una ben lieta morte, dovremmo capire il tema centrale di quest’opera, ossia la lode al nostro amato Signore, e al suo operato. È incredibile come il nostro Santo (S. Francesco fu poi canonizzato nel 1228), abbia incorporato in essa parole così piacevoli da leggere,parole pure, parole ricche di gioia e di amore, che, per la loro meravigliosità, non potevano avere come destinatario altri se non nostro Signore. Essa risulta essere scritta con una semplicità disarmante, semplicità che meritano appunto le creature e la natura. Inoltre, gli aggettivi, anche per un singolo soggetto possono variare, come ad esempio il sole, che viene rapportato a Dio come la luce che ci indica la retta via e ci protegge, viene espresso in diverse circostanze, come ad esempio quella del “iorno”, ossia il giorno che risulta far parte anch’esso dei membri appartenenti alla luce, tutto ciò risulta strutturato in maniera precisa e non che piacevole quindi alla lettura. Inoltre, codesta opera segue una precisa e per nulla casuale struttura gerarchica al quale vertice si pone “la frato Sole” che, anche se in maniera indiretta, risulta presente in tutta l’opera, seguono poi “lo frato Vento”, l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco. Secondo il mio semplice parere, in quanto per la società non sono che una comune studente, questa composizione esprime con un’arte precisa e raffinata, i puri sentimenti di S. Francesco, poiché la dolcezza e la delicatezza che si ha nei primi versi e puntualmente ogni volta che si ha un nuovo tema, non lasciano trasparire altro che un uomo che ha rinunciato al piacere e alla ricchezza, vestendosi con una vergognosa Iuta, tutto per amore di Dio. Penso che un uomo così non vada soltanto studiato, penso che un uomo così vada soprattutto ammirato.
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Scritto forse nel 1224, nell'ultimo periodo della vita di San Francesco, il Cantico delle creature, altrimenti chiamato Cantico del Sole è uno dei primi testi poetici in volgare della letteratura italiana; è collocato in un periodo storico in cui sono attivi movimenti religiosi quali i Catari, il Gioachinismo, quello dei Dominicani, oltre a quello di San Francesco: solo gli ultimi due non sono stati ostacolati dalla Chiesa.
Rappresenta una lode a Dio in cui emerge con particolare spontaneità il tema dell’umiltà, principio di vita di San Francesco, inteso anche come sommo rispetto verso il Signore; è evidente, inoltre, la necessità di lode e di gratitudine stimolata dalla magnificenza della natura che lo circonda. Da ciò scaturiscono il concetto di ringraziamento, attraverso la glorificazione di tutte le creature da Lui generate, poiché rappresentano la Sua onnipotenza, e la Sua misericordia rivolta a tutti.
Nella strofa iniziale si magnifica l’esistenza della realtà divina: “…tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione…”. Nel secondo gruppo di versi, a conferma del concetto di lode precedentemente presentato, San Francesco indica una nuovo “precetto”, ovvero il nome del Signore non si può nemmeno pronunciare perché non sarebbe degno: “…et nullu homo ène dignu te mentovare…”. Nelle successive sei strofe si esaltano il sole, la luna, il vento l’acqua , il fuoco e la terra: appellati come fratelli o sorelle per indicare la comune paternità. La presenza di tali indica la profonda conoscenza dell’autore:questi, infatti, erano gli elementi strutturali fisici del Medioevo. Infine, tra versi di lodi, vi è quasi una “stonatura”: il ringraziamento di “sora morte corporale” (la morte fisica) dalla quale nessuno può fuggire, denotata come antifona alla seconda morte, quella spirituale che non nuocerà a chi è in grazia di Dio. A mio parere, ciò che è maggiormente da sottolineare è come San Francesco espliciti la propria “devozione” con termini comprensibili, rivolti all’umanità intera, suggerendo, però alcuni segni simbolo di una profonda cultura.
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PROSA CANTICO DELLE CREATURE

[Altissimo, onnipotente, buon Signore, | tue sono le lodi, la gloria e l'onore e ogni benedizione. | A te solo, Altissimo, si confanno | e nessun uomo è degno di ricordarti. || Laudato sii, mio Signore, con tutte le tue creature, | specialmente messèr fratello sole, | il quale diffonde la luce del sole, e tu ci illumini per mezzo suo, | e lui è bello, raggiante con gran splendore; | di te, Altissimo, reca il significato. || Lodato sii, mio Signore, per sorella luna e le stelle; | le hai formate in cielo chiare e preziose e belle. || Lodato sii, mio Signore, per fratello vento, | e per ogni movimento del vento, per il nuvolo, il sereno e ogni tempo | per il quale alle tue creature dà i sostegno. || Lodato sii, mio Signore, per sorella acqua, | che è molto utile, umile, preziosa e casta. || Lodato sii, mio Signore, per fratello fuoco, | per il quale illumini la notte, | ed egli è bello, giocoso, robusto e forte. || Lodato sii, mio Signore, per sorella nostra madre terra, | la quale ci sostenta e governa, | e produce diversi frutti, con fiori colorati e erba. || Lodato sii, mio Signore, per quelli che perdonano grazie al tuo amore, | e sostengono malattie e guai. | Beati quelli che sopporterranno in pace, | che da te, Altissimo, saranno ricompensati. || Lodato sii, mio Signore, per nostra sorella morte corporale, | dalla quale nessun uomo che viva può scappare. | Guai a quelli che morranno in peccato mortale; | beati quelli che troverà nelle tue santissime volontà; | che la seconda morte non gli farà male. || Lodate e bedicete il mio Signore e ringraziate, | e servitelo con grande umiltà.
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