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Bossi era al corrente delle irregolarità commesse dal tesoriere della Lega Francesco Belsito. Sin dal 2005. Lo ha detto ai pm di Milano e Napoli Daniela Cantamessa, la segretaria particolare del leader della Lega: “Io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità commesse da Belsito”.
Nell’interrogatorio di due giorni fa, inoltre, la donna ha sottolineato anche di aver detto a Bossi che Rosy Mauro “era un pericolo”.
Quando i magistrati le hanno chiesto di spiegare il senso di una frase pronunciata al telefono con l’altra segretaria, Nadia Dagrada (nella foto), in cui diceva “il capo continua imperterrito con quello che gli ho detto”.
“Mi riferivo – ha risposto la Cantamessa – al fatto che io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità del Belsito, o meglio della sua superficialità ed incompetenza, e del fatto che la Rosy Mauro era un pericolo sia politicamente e sia per i suoi rapporti con la famiglia Bossi”.

“Ma non gli parlai della moglie”

La segretaria inoltre ha aggiunto che in quella chiacchierata con il leader della Lega non affrontò mai le questioni relative a Manuela Marrone: “Non nominai a Bossi la moglie perchè‚ mi sembrava indelicato”.
In quella telefonata dell’8 febbraio scorso la Cantamessa ha anche riferito che la Dagrada gli confermò di “aver suggerito a Belsito di fotocopiarsi tutta la documentazione compromettente, in modo che rimanesse la prova delle malversazioni effettuate e che chi non era stato fedele al partito ne pagasse le conseguenze, prima fra tutti la Rosy Mauro”.

Rosy Mauro nega tutto

La sempre più tirata in ballo Rosy Mauro, ha negato invece ogni addebito: “Non sono solita commentare le notizie di stampa che spesso riguardano la mia persona. Ma mi trovo costretta a ribattere alle ‘porcherie’ che i giornali si stanno inventando, per salvaguardare il bene più prezioso, il Sindacato, che ho creato con enormi sacrifici”.
“Nego nel modo più assoluto – ha precisato la vicepresidente del Senato, nonchè segretario del Sindacato Padano – ogni addebito, contesto questa campagna mediatica denigratoria in ogni sua forma; ogni questione riguardante la mia persona o il Sindacato è assolutamente legale e ciò verrà dimostrato documentalmente in ogni sede”.
“I nostri detrattori- ha proseguito la senatrice del Carroccio – vogliono affossare il Sindacato ma non glielo permetterò”.

“Renzo Bossi è peggio di Cosentino”

Bossi junior è peggio di Cosentino, parola di nadia Degrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellerio della Lega Nord.
“Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… altro che Cosentino, poi, ragazzo!”. Così la Dagrada parla in un’intercettazione dello scorso 8 febbraio di uno dei figli di Bossi con l’ex tesoriere Francesco Belsito.
Sempre l’8 febbraio scorso, la Dagrada parlando con lo stesso Belsito fa riferimento alla senatrice Rosy Mauro: “È convinta di avere chissà quale potere… Non si rende conto che ormai quest’uomo ha 70 anni… Non ne ha altri dieci davanti, eh!… Per giunta, è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce eh!”.
E sempre a proposito della vicepresidente del Senato Rosy Mauro, secondo i due che parlano al telefono è proprio lei la “traditrice”.
 ”La traditrice è lei”: dice infatti Francesco Belsito a Nadia Dagrada (l’intercettazione risale sempre all’8 febbraio).

“La traditrice è Rosy Mauro”

Agli atti dell’inchiesta, emerge come in altri dialoghi tra i due l’ex tesoriere sia convinto di ”una serie di congiure nei suoi confronti da parte di Rosy Mauro e Bossi”. Ed ecco infatti che Nadia Dagrada dice: ”Lei (ndr: Rosy Mauro) è convinta che gli vada evidentemente sempre tutto bene, cosa ti devo dire, ormai si è convinta che tanto lei, ma non ha capito che non è per nulla così… A far circolare roba, ma scherzi?…”.
Poco più avanti Belsito aggiunge: ”cioè capisci, la traditrice è lei eh!”. E ancora la Dagrada: ”è lei che sta manovrando tutto”.

“Bossi Jr. frequenta gente… altro che Cosentino”

E sempre a proposito di un figlio di Bossi – non si sa quale – dice: “Sì è così, perchè quando esce una cosa di questo genere sei rovinato!… Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… Altro che Cosentino”.
E Belsito: “Quindi tu dici che sarà intervenuto il padre”.
E la Dagrada: “È intervenuto più Silvio e so che ci sono di mezzo anche alti, ma alti Pd e non è che hanno detto ‘chiudi il fascicolo’ hanno detto ‘manda, ci sono 50 fascicolì, quello era il quinto, gli hanno detto ‘inizia a farlo scivolare ventesimo’”.
E poi Dagrada spiega a Belsito che “il figlio di lui” ha la “macchina con la paletta”.
E Belsito le chiede: “Ma ce l’ha ancora?”.
E Dagrada: “Certo! Paletta e lampeggiante, ci sono le foto! prese dalle telecamere per eccesso di velocità per giunta”.

“Glielo devi dire che se parli salta la Lega”

“Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega”. Una frase che più chiara di così non potrebbe essere, quella che Nadia Dagrada, impiegata amministrativa della Lega, dice a Francesco Belsito. Ed è solo una delle tante frasi finita nelle intercettazioni dei carabinieri del Noe per la Procura di Napoli. Intercettazioni in cui vengono “elencate” tutte le elargizioni fatte alla famiglia Bossi e alla vicepresidente del Senato Rosy Mauro. E in cui Dagrada consiglia al tesoriere dimissionario di “fare tutte le copie dei documenti che dimostrano i pagamenti fatti a loro favore e di nascondere gli originali in una cassetta di sicurezza”.
Ecco le parole di Dagrada a Belsito: “Gli dici (ndr: a Bossi): capo, guarda che è meglio sia ben chiaro: se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega….. Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega”.

“Manteniamo Riccardo e Renzo….”

A Bossi, la donna auspica che il tesoriere dica chiaramente: “Gli devi dire: noi manteniamo tuo figlio Riccardo, tuo figlio Renzo, tu gli devi dire guarda che tu non versi i soldi, tuo figlio nemmeno, ed è da quando sei stato male. Gli devi dire: capo, io so queste cose e finché io sono qui io non tradirò mai, ma ricordati cosa c’è in ballo….”.

L’elenco dei soldi per i Bossi: dalla Porsche al diploma

L’elenco che i due riassumono al telefono poco prima di mezzogiorno del 26 febbraio (e che viene riassunto dai carabinieri) comprende “i costi di tre lauree pagate con i soldi della Lega”, “i soldi per il diploma (di Renzo Bossi)”; “i 670.000 euro per il 2011 e Nadia dice che non ha giustificativi, oltre ad altre somme ingenti per gli altri anni”; “le autovetture affittate per Riccardo Bossi (accanto in foto), tra cui una Porsche”.
Ancora: “i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo Bossi e le fatture pagate per il suo avvocato”; “una casa in affitto pagata a Brescia”.
E non manca la moglie di Bossi, quando si parla dei “300.000 euro destinati alla scuola Bosina di Varese per Manuela Marrone”, che Belsito non sa come giustificare, presi nel 2011 per far fare loro un mutuo e che lui ha da parte in una cassetta di sicurezza.

C’è anche la casa di Gemonio


In altre telefonate la lista si allunga con “l’ultima macchina del Principe, 50.000 euro… e certo che c’ho la fattura!”.
Oppure con “i costi liquidi dei ragazzi di Renzo” (forse gli uomini di scorta), che Belsito ricorda in 151.000 euro ma Dagrada corregge (“un momento – precisa – 251mila euro sono i ragazzi, ma sono fuori gli alberghi, che non ti riesco a scindere quando girano con lui, mi entrano nel cumulo e riprendere tutte le fatture è impossibile”).
Poi c’è la casa di Gemonio, e più precisamente i soldi ancora da dare per le ristrutturazioni del terrazzo: “Che io sappia, pare che siano 5-6.000 euro”: dice Belsito alla Dagrada.

Il no all’incontro con i sindaci valsusini. Si temono le proteste dei No Tav.

Giorgio Napolitano è a Torino, ma non incontrerà gli amministratori della Val di Susa. Né oggi, né in un prossimo futuro. Il capo dello Stato ha declinato l’invito del presidente della Comunità Montana Valsusa, Sandro Plano.
Nell’agenda del capo dello Stato c’è un convegno organizzato dal Csm sulla magistratura subalpina dall’unita d’Italia ai nostri giorni, in piazza Castello, nel cuore della città.

Il timore di disordini

Il timore è che dopo il rifiuto del Capo dello Stato di incontrare gli amministratori locali gli attivisti No Tav possano turbare l’ordine pubblico con proteste non organizzate. Questura e Prefettura hanno predisposto un imponente schieramento di forze dell’ordine a protezione della piazza con le vie d’accesso sbarrate dai blindati e con agenti a filtrare i pedoni. Dall’alto un elicottero controlla la situazione.

La nota diffusa ieri: “Le decisioni sulla Tav non mi competono”

“Sarò domattina a Torino per un importante evento istituzionale già da tempo in programma. Mi si rivolge ora qualche richiesta o invito perché colga l’occasione per incontrare gli amministratori della Valle di Susa, o una parte di essi”, si legge in una nota del Quirinale diramata ieri. “Sono ben consapevole della gravità delle tensioni insorte in quella realtà, con pesanti riflessi
sull’ordine pubblico in altre parti del paese. Ma non posso aderire a incontri in cui si discutano decisioni come quelle relative alla linea Torino-Lione: decisioni che non mi competono, che sono state via via assunte dalle istanze di governo responsabili e che hanno già formato oggetto, nel corso di parecchi anni, di molte discussioni e mediazioni”.

La delusione dei sindaci

Il presidente si sfila, dunque, per una ragione ben precisa: il Quirinale non può essere coinvolto in questioni “politiche”. Una decisione che ha deluso gli amministratori valsusini: “Mi dispiace che il Capo dello Stato non abbia accolto la nostra richiesta di un incontro: sarebbe stata un’occasione per chiarire”, ha detto Sandro Plano dopo il diniego di Napolitano.

“No alle violenze”

Ieri il presidente della Repubblica è intervenuto anche sugli scontri che stanno infiammando la Val di Susa:  “Desistere da comportamenti inammissibili, il dissenzo è un diritto, ma no alla violenza”,  ha detto il presidente, rivolgendo un “caldo appello a quanti restano non convinti della pur rilevante importanza, per l’Italia e per l’Europa, di quell’opera, affinché desistano da comportamenti inammissibili”.

Rioccupata l’A32

Immediatamente dopo il rifiuto di Napolitano i No Tav hanno rioccupato l’autostrada A32 in entrambi i sensi di marcia, creando lunghissime code. La strada è stata bloccata per più di mezz’ora.

La salma è già a Bologna. La camera ardente da domattina in Comune. I funerali domenica a San Petronio. Lutto e canzoni in piazza Maggiore.

La salma di Lucio Dalla è arrivata, poco dopo le 18, a Bologna.
La salma ha raggiunto la vicinissima casa di via D’Azeglio. Il carro funebre è stato accolto da un lungo applauso delle tante persone presenti ad aspettarlo. A seguirlo la sua Porsche gialla.
I funerali si terranno nel giorno del suo compleanno, il sessantanovesimo.
L’ultimo saluto a Lucio Dalla sarà domenica pomeriggio alle 14,30, in San Petronio, conosciutissima Basilica nel cuore della città, a due passi dall’abitazione del cantautore.
Il rito sarà officiato da padre Bernardo Boschi, amico e confessore di Dalla.

Sarò sepolto alla Certosa

Sarà sepolto nella Certosa di Bologna, accanto alle tombe dei suoi genitori.
Da domani una grande foto, con la scritta Ciao Lucio, capeggerà su Palazzo d’Accursio, la sede del Comune in piazza Maggiore.

Atteso l’arrivo di 100.000 persone

La camera ardente sarà allestita nel cortile d’onore del Comune, a Palazzo D’Accursio, a partire da domattina alle 9,30. Probabilmente sarà aperta tutta la notte tra sabato e domenica, perché è previsto l’arrivo a Bologna di centomila “amici” che vogliono dare il loro addio al cantante.
Entrambi gli edifici si affacciano sulla storica Piazza Maggiore, dove da domani l’amministrazione cittadina farà risuonare le canzoni di Lucio Dalla (non mancherà “4 marzo 1943″, scritta da Paola Pallottino, che spiega al Salvagente.it come è nata la canzone).

Domenica lutto cittadino

Domenica, giorno del funerale, a Bologna sarà lutto cittadino. Nel dare l’annuncio, il sindaco Virginio Merola ha anche sottolineato come “da stasera esporremo da Palazzo d’Accursio un’immagine di Lucio Dalla con la scritta ‘Ciao Lucio’. Domenica il lutto si manifesterà con i rintocchi della campana dell’Arengo in concomitanza con la partenza del feretro dal Palazzo Comunale”.
Il lutto cittadino era stato proclamato anche qualche settimana fa in occasione dei funerali dell’ex sindaco Guido Fanti. Nel 2009 la città fu listata a lutto per ricordare la scomparsa di un altro bolognese illustre, Giacomo Bulgarelli.
La partita Bologna-Novara, che si doveva giocare domenica alle 15, è stata spostata alle 18,30, per consentire anche ai tifosi bolognesi di andare al funerale.

La bandiera del Comune a mezz’asta

Già da questa mattina, intanto, la bandiera del Comune sulla facciata del municipio è stata fatta calare a mezz’asta.Il rilievo che Bologna darà all’addio al “suo” Lucio Dalla è testimoniato anche dalla scelta di San Petronio: l’ultimo funerale nella Basilica fu infatti 15 anni fa, per la morte di don Giuseppe Dossetti. Lo ricorda don Oreste Leonardi, primicerio della Basilica stessa, che sottolinea come “i funerali in San Petronio sono previsti per personaggi che si sono distinti a Bologna”.
Intanto il corteo funebre è partito da Losanna verso le 11,30 di questa mattina e dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio a Bologna. La partenza del feretro è stata salutata da alcuni fan con baci e lanci di fiori. La salma è stata vegliata da un gruppo ristretto di amici e collaboratori, che è un pò anche la famiglia del cantautore, che ha trascorso la notte nella struttura funeraria nel centro di Losanna; tra questi anche Ron.Il suo ultimo concerto a Montreux è stato un successo e, a poche ore dalla morte, i suoi album erano già in vetta alle vendite su iTunes.

Ieri la notizia improvvisa: è morto Lucio

È morto Lucio Dalla. Il cantante bolognese è stato stroncato da un attacco cardiaco dopo aver fatto colazione.
Si trovava in Svizzera per una serie di concerti, a Montreaux. Aveva 68 anni e ne avrebbe compiuto 69 fra tre giorni, visto che era nato il 4 marzo del 1943, come nel titolo di una delle sue canzoni più famose.
Dalla ieri sera stava bene ed era andato a dormire sereno. “L’ho sentito ieri sera, è vivissimo”. Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso”. Leggi l’intervista de ilsalvagente.it.
Una testimonianza pubblicata da noi in esclusiva descrive i timori di Lucio prima di iniziare il sodalizio artistico con Gianni Morandi.

Celentano: “Il mondo è più buio”

Molti i ricordi del cantautore da parte dei suoi amici. In primis quello di Adrinao Celentano: “Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sarà più buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei, ci coglie sempre impreparati. Ci mancherà tutto di te. Anche i momenti di eroica fragilità che contribuivano a renderti sempre più grande. Ti volevo e ti voglio bene”.

Le reazioni degli amici 1

Immediate le reazioni dei tanti amici del cantautore. “E il dolore più grande della mia vita”, ha commentato subito Pippo Baudo.
Ma ci sono anche tanti silenzi assordanti. Ron, a lungo partner musicale di Lucio, raggiunto telefonicamente non è riuscito a dire una parola. Anche Francesco De Gregori preferisce non parlare.
Lorenzo Jovanotti su Twitter ha scritto: “Oh no dai no… non ci posso credere dai… davvero non posso crederci”.
Sullo stesso social network anche il saluto di Laura Pausini: “Non pensare che la notizia della scomparsa di Lucio Dalla sia vera”. E poi ricorda l’artista postando un suo omaggio alla canzone “L’anno che verrà”.
In lacrime anche Caterina Caselli amica e collega: “È un brutto momento per tutti. Un lutto per la musica. L’ho sentito 10 giorni fa non sapevo, pensavo che stesse molto bene di salute, era allegro… Mi dispiace tantissimo, all’Italia ha lasciato le sue canzoni e il suo genio. Era bello poter parlare con lui. È una giornata triste”.
“Ha dato tanto ed è stato uno dei tre, quattro grandi della canzone d’autore”, invece il commento di Roberto Vecchioni.

Le reazioni 2

“Ho avuto la fortuna di conoscere Lucio Dalla qualche anno fa a Bologna, avevamo doppiato insieme un fumetto di Milo Manara. Disperato erotico stomp è una delle mie canzoni preferite. Ciao Lucio”: questo è il messaggio di addio di Valentino Rossi all’amico conterraneo Lucio Dalla.
Fiorello, triste anche lui, si limita a un eloquente: “Oggi siamo tutti un po’ più soli”.
“Non riesco a parlare, sono troppo distrutto dal dolore”, riesce appena a dire uno dei suoi più grandi amici, Gaetano Curreri degli Stadio.
“Ho appreso la notizia con grande dolore. Solo quindici giorni fa Dalla mi aveva chiamato chiedendomi di presentargli il suo libro, ma nello stesso giorno dovevo presentare il mio. Così ho dovuto dire di no”: questo il commento di Carlo Verdone.
Anche Gianni Morandi lo saluta: “Un artista unico, mi manche rà anche come amico”.

Il ricordo di Renzo Arbore

Particolarmente singolare il ricordo di Renzo Arbore: “Sono tremendamente rattristato ho un ricordo piacevole, incantevole di Lucio, un episodio che proprio lui mi aveva fatto ricordare: da Manfredonia, sua madre veniva a casa mia, a Foggia, per vendere i vestiti a mia madre. E lei portava con se quel fagottino, che io cullavo. Soltanto molti anni dopo, quando ci siamo rincontrati grazie alla nostra carriera artistica, Lucio mi disse: ‘Ti ricordi di me? Sono il figlio della signora Ferrara di Manfredonia. Mamma mi ha detto che mi tenevi in braccio’. Un ricordo tenero di un grande amico, che avevo visto da poco a Siponto, a pochi chilometri da Manfredonia. Ci eravamo incontrati per un pranzo a base di pesce”.

Il saluto del Bologna calcio

Anche il Bologna Calcio, di cui Lucio Dalla era un grande sostenitore, spessissimo in tribuna al Dall’Ara, saluta il cantautore scomparso. “Il presidente Albano Guaraldi, il presidente onorario Gianni Morandi, i tecnici, i giocatori, i dipendenti e i collaboratori del Bologna Fc – si legge sul sito del club – ricordano commossi un grande amico e tifoso rossoblù, un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai avuto”.

50 anni di carriera

Era uno dei più affermati cantautori italiani, con oltre 50 anni di attività artistica alle spalle. Musicista di formazione jazz, Dalla si era riscoperto autore dei testi delle sue canzoni in una fase più matura della sua vita. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana.
Il cantautore era tornato quest’anno a solcare il palco dell’Ariston dopo 40 anni dalla sua ultima partecipazione con il giovane Pierdavide Carone ed era sembrato in perfetta forma.

I francescani hanno dato la notizia

Sono stati i frati della Basilica di San Francesco D’Assisi i primi a dare la notizia della morte di Lucio Dalla. Su twitter, alle 12.10, 23 minuti prima dei lanci d’agenzia, il profilo della rivista online San Francesco Patrono d’Italia pubblicava la notizia. Sono stati gli stessi francescani a informare, su
twitter, Lorenzo Jovanotti.
Questo il ricordo dei frati di Assisi: “È morto Lucio Dalla, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l’improvvisa scomparsa del cantautore di Dio. I frati del Sacro Convento sono sicuri e certi che San Francesco lo accoglierà per portarlo alla presenza del Signore”.

La presentazione dell’ultimo album

Poco tempo fa aveva presentato a Bologna il suo nuovo album. ”Le mie canzoni meno conosciute sono quelle più vere”, aveva confessato presentando “Questo è amore”, un cd in gran parte fatto dalle perle più nascoste della sua vasta discografia, e che spesso lui stesso aveva dimenticato.

Alla presentazione alla Feltrinelli di piazza Ravegnana c’era anche il teologo e filosofo Vito Mancuso

La decisione della Corte d’Appello, dovrà scontare altri 6 anni.

I carabinieri hanno notificato a Enrico Nicoletti, considerato l’ex cassiere della Banda della Magliana, un ordine di carcerazione di sei anni per pene residue. Nicoletti ha detto di avere un malore ed e’ stato portato all’ospedale di Tor Vergata, dove e’ rimasto fino alla scorsa notte. Poi è stato accompagnato in carcere.
L’ordine di carcerazione, per 6 anni e 6 mesi, è stato notificato dai carabinieri della stazione di Roma Tor Vergata. A quanto si è appreso, Nicoletti, 75 anni, non aveva a carico nessuna misura cautelare.

Un provvedimento della Corte d’Appello

L’ordine di esecuzione pena per l’ex-cassiere della Banda della Magliana, ora nel carcere di Rebibbia, è un provvedimento della Corte d’Appello per un cumulo di pene su vari reati per i quali Nicoletti era stato condannato in passato come usura, estorsione e rapine “con aggravanti della pluralità dei soggetti concorrenti”.

“Non voglio morire in carcere”

“Sono vecchio. Non voglio morire in carcere”. Sono queste le parole di Enrico Nicoletti, pronunciate davanti alla sua abitazione a Roma nei primi momenti dopo il suo arresto da parte dei carabinieri. Nicoletti, 75 anni, abitava in zona Tor Vergata, dove viveva con i figli. Subito dopo la notifica dell’ordine di carcerazione da parte dei militari, l’ex-cassiere della Banda della Magliana ha detto di avere un malore ed è stato trasportato all’ospedale di Tor Vergata. Dopo alcuni accertamenti, durati circa sei ore, é stato dimesso e portato nel carcere di Rebibbia, dove dovrà scontare sei anni e sei mesi.

Il prestigioso riconoscimento per i suoi studi di oncologia. Nel 1999 al Festival (foto).

E’ morto Renato Dulbecco. Il premio Nobel per la medicina è deceduto all’età di 97 anni, in seguito a un infarto.

Biologo, medico e genetista italiano, Dulbecco è stato “il papà” del progetto genoma umano e fu insignito nel 1975 del Premio Nobel per la Medicina per le sue scoperte in materia di interazioni tra i virus tumorali e il materiale genetico della cellula.
Nato a Catanzaro, in Calabria, il 22 febbraio del 1914, lo scienziato italiano ha vissuto una vita dedicata alla scienza costellata da diversi successi.

Una vita dedicata alla scienza

Era nato a Catanzaro nel 1914. Dopo una laurea in medicina ottenuta nel 1936 (a soli 22 anni) e studi di fisica, nel 1947 lasciò l’Italia per gli Stati Uniti, chiamato da Salvatore Luria all’Università di Bloomigton, nell’Indiana.
Qui Dulbecco studia nei “fagi”, virus batteriofagi, i meccanismi cellulari che riparano il Dna, quando è danneggiato da radiazioni.

Il Festival di Sanremo (video)

Nel 1999 fece scalpore la sua partecipazione al Festival di Sanremo a fianco di Fabio Fazio e Letizia Casta (in basso le foto).
“Divertirsi non è peccato – spiegò all’epoca agli increduli giornalisti che gli chiedevano conferma della notizia – e poi mica vado a cantare…”.
Dulbecco affrontò in quell’occasione il palco con incredibile serenità e simpatia. Tanto da essere soprannominato “Mister Magoo” dal giornalista Michele Serra.
“Un sondaggio mi dà in testa come ‘padre genetico ideale’ davanti a Raul Bova? Ma guardate che conta anche la mamma, e anche il modo in cui il bambino viene cresciuto…”: disse alla stampa. E ancora: “Non m’interessa un fico secco di quelli che i miei colleghi e i giornali hanno detto e scritto della mia presenza a Sanremo: m’importa di fare quello che io ritengo giusto e utile”.
Celebre rimase il momento in cui Dulbecco incontrò Mikail Gorbaciov (premio Nobel per la pace nel 1990) sul palco dell’Ariston (qui il video).
I due si conoscevano dal 1995 quando si incontrarono a Genova per il decennale della ‘perestrojka’.

Anche in Emilia, Umbria, Toscana e Irpinia situazione difficile. Tregua in Puglia, Basilicata e Sardegna. Il grande freddo fino a giovedì.

Nevica anche oggi nel centro Italia, specie in Emilia-Romagna e Marche, due tra le regioni più colpite da quest’ultima ondata di freddo polare. Al Sud e nel Lazio, invece, la situazione sembra leggermente migliorare, anche se resta a Roma l’obbligo di catene fino alle 24 di questa notte.Si può parlare di tregua anche per la Campania, dove però la situazione resta difficile in Irpinia, in Puglia, Basilicata e Sardegna. Diversa la situazione in Calabria, ancora nella morsa della neve e del gelo.

A Bologna nevica fino a domani alle 13

Cattive notizie per i bolognesi. La nevicata continua, che sembrava essersi attenuato all’ora di pranzo della domenica, continuerà – invece – fino alle 13 di domani, lunedì.
È la previsione su cui si è basata l’unità di crisi riunita in prefettura, aggiornata in mattinata con il prefetto Angelo Tranfaglia, responsabili delle amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine e operatori di soccorso.
L’assessore alla Protezione civile Luca Rizzo Nervo, sul suo profilo Facebook, ha confermato la chiusura delle scuole per domani, e la prosecuzione della neve. “Se continua così – ha postato sulla sua pagina Facebook - invece che alle Universiadi ci candidiamo alle Olimpiadi invernali…”.
Entusiastiche (quanto ironiche) le adesioni.

Chiusi gli aeroporti di Rimini e Forlì

La neve che continua a cadere sia sui rilievi che sulle pianure della Romagna blocca anche gli aeroporti di Rimini e Forlì.
Al Fellini, aeroporto internazionale di Rimini e San Marino, la chiusura è fissata, per il momento, fino alle 14. Un volo diretto a Mosca – previsto in partenza alle 11,25 – è stato riposizionato sull’aeroporto di Verona.
A Forlì - si legge sul sito Internet dello scalo - “a causa delle abbondanti nevicate non è possibile garantire l’operatività in sicurezza dell’aeroporto, che pertanto resterà chiuso alle operazioni di volo fino alle 12 di oggi. Proseguono nel frattempo le attività di sgombero neve”.
Si spera di riaprire al più presto l’aeroporto. Lo stesso sito, infatti, invita i passeggeri che devono partire a effettuare il check in.

Sono 7 gli aeroporti chiusi in mattinata

Ma sono 7 gli aeroporti che sono stati chiusi in mattinata.
Oltre a Rimini e Forlì, fermi – almeno fino a mezzogiorno – anche Parma, Ancona e Perugia. Alghero è chiuso per neve e ghiaccio. Un riscontro sullo stato operativo è programmato per le 13 di oggi. L’aeroporto di Olbia è chiuso per neve almeno fino alle 12,30 di oggi. Sta tornando alla normalità, invece, sia pure con il protrarsi di alcuni disagi per i passeggeri, l’aeroporto romano di Fiumicino.

Freddo polare fino a giovedì

I metereologi annunciano intanto che la neve resterà sull’Italia ancora fino a domani. Il portale Meteo.it annuncia per la giornata di oggi precipitazioni nevose dai 400 metri su Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria. Nella Romagna e nel Pesarese. Qualche fiocco nel Nordest. Qualche spruzzata ancora a Rimini, Ancona e Sassari.

Gelo fino al 16 febbraio

Quanto alle temperature, resteranno molto sotto lo zero almeno fino a giovedì 16 febbraio. Solo allora una nuova breve perturbazione lascerà finalmente spazio a un clima più vicino alle medie stagionali: “Da venerdì sole e temperature diurne che, dopo settimane, torneranno a salire a 10 gradi”. Intanto ieri sera la neve è arrivata quasi a quota mare anche in Sicilia e al Sud. Nessuno l’aveva prevista così.

La giornat di ieri

Tanta neve e una vera e propria tempesta su Marche, Abruzzo e la Romagna. A Bologna ha nevicato ininterrottamente per un giorno e mezzo. Le nevicate sono cominciate sin dalla nottata in tutta l’Emilia Romagna. Ma il tempo peggiore si è registrato su Abruzzo, in provincia di Rimini, nelle Marche, In Umbria, con Urbino al centro della bufera, e – a Sud – in Basilicata.
Neve anche su Campania al confine con il Molise e nel Lazio e in tutta la zona attorno a Roma, mentre la neve caduta sulla Capitale è stata, finora, inferiore al previsto (e al temuto).
In tutto sono 11 le regioni sotto la neve e 53 le province in tutta Italia.

Nuove vittime per il gelo

E continua la lunga sequenza delle vittime del grande freddo. Un giovane di 20 anni è morto dopo che la sua auto é sbandata nel grossetano su una lastra di ghiaccio.
A Cagliari, invece, un uomo ha perso la vita assiderato dopo essere uscito in pigiama dall’ospedale dove era ricoverato.
A Roma una clochard romena di 42 anni è stata trovata morta in una grotta naturale dove aveva cercato riparo, anche se, secondo i primi accertamenti medici, il decesso non sarebbe legato esclusivamente al freddo. Tra le vittime anche altre due donne, in Abruzzo e nelle Marche, le cui morti sarebbero legate a presunti ritardi delle ambulanze che andavano a soccorrerle a causa del maltempo: in entrambi i casi, però, la circostanza è stata smentita. E a Trieste 10 feriti per la bora.

Più di 1.000 isolati in Basilicata

In Basilicata la situazione più difficile si registra nelle frazioni dei comuni di Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Banzi, Pescopagano e Forenza.
E alcune contrade del potentino sono rimaste senza acqua. Problemi anche in Abruzzo, dove risultano isolate alcune frazioni dei comuni di Marano, Magliano dei Marsi, Capistrello, Marzia, Roccacerra e Tagliacozzo, e da otto giorni i due centri turistici di Scanno e Vallelago.

In Romagna sgomberate 235 persone

Situazione molto difficile anche in Romagna, dove sono state sgomberate 235 persone, la gran parte nell’entroterra di Rimini, in Alta Valmarecchia, per il timore di crolli.

Nelle Marche anche 3 metri di neve

Situazione pesante anche nelle Marche, dove l’entroterra è allo stremo con cumuli di neve che hanno raggiunto anche i tre metri.
Rischia il crollo il Palazzo Ducale di Urbania. Circa 800 famiglie sono invece senza energia elettrica in Calabria e a sorpresa le neve è caduta anche a Cosenza, dove le scuole sono state chiuse.

Situazione ciritica in Irpinia

La situazione è ancora molto critica in Irpinia, in provincia di Avellino, con diversi centri ancora isolati. La scorsa notte si sono aggiunti altri due metri di neve vanificando così gli interventi che nei giorni precedenti avevano consentito di liberare i centri storici e raggiungere le zone rimaste isolate.Le situazioni di criticità riguardano in queste ore i comuni di Guardia dei Lombardi, rimasto isolato per tutta la notte, e dell’Altopianno del Formicoso (Andretta, Aquilonia e Bisaccia). Il Santuario di Montevergine è stato interessato da una tormenta di neve che sta mettendo a rischio le postazioni telefoniche e i ripetitori televisivi: in mattinata i tecnici dell’Enel tenteranno di arrivare in vetta, ad oltre 1.200 metri, per evitare possibili black out.
Il prefetto di Bologna lancia l’allarme meteo e il sindaco Merola chiude anche lui le scuole della città. Esortando i genitori ad andare a prendere i loro figli alle 11,30.
“Restate a casa dalle 12 di venerdì alle 17 di sabato”, l’allarme del prefetto.
E sono molti i sindaci che oggi, all’improvviso, si sono trovati costretti a chiudere le scuole di ordine e grado. Tantissimi, inoltre, quelli che avevano già disposto la serrata.

 

Bologna in “allarme”

“In caso di necessità – ha raccomandato il prefetto – ridurre al minimo essenziale l’esposizione all’aperto a causa di un aggravamento da vento, neve e gelo, associati a un calo di temperature”. Insomma, su Bologna sta per abbattersi una tormenta”.
Così oltre a oggi, le scuole resteranno chiuse lunedì, lo prevede l’ordinanza che il Comune sta diramando.
“Il blizzard, la tempesta di neve, è in ritardo di qualche ora rispetto alle previsioni iniziali, ma arriverà comunque”, ha detto l’assessore Rizzo Nervo.
Il sindaco Merola ha invece specificato che se “Se il meteo migliora, siamo pronti a revocare l’ordinanza”.

A Roma scuole chiuse oggi e domani

Oggi e domani scuole di nuovo chiuse a Roma. E anche gli uffici pubblici. Dovrebbero cadere 30 centimetri di neve. L’annuncio l’ha dato ieri Alemanno in diretta televisiva.
Il sindaco di Roma ha ricordato anche ai romani che c’è l’obbligo di montare le catene se nevica.
Non solo. Oggi nella capitale viaggerà solo la metà degli autobus. ”Stiamo fornendo gomme termiche al trasporto pubblico, le metro A e B funzioneranno, i taxi scioglieranno i turni”, ha detto sempre il sindaco di Roma.
Il Comune sta anche aiutando i tassisti anche nel reperire catene da neve “perchè in molti non ne sono dotati”.

Tante scuole chiuse al Centro-Sud

Tante scuole chiuse per neve anche al Centro-Sud, meno al Centro-Nord. Ma la situazione, naturalmente, è in evoluzione. Molti comuni potrebbero comunicare la serrata degli istituti se i bollettini dovessero rendersi più negativi. Eccovi un elenco degli istituti chiusi comune per comune, regione per regione.
C’è chi lo fa oggi, chi fino a lunedì, chi addirittura a tempo indeterminato: fino a data da stabilirsi.

Toscana

Le scuole del versante occidentale dell’Elba sono state chiuse all’improvviso stamattina.
Isola del Giglio imbiancata: sono già 5 i centimetri di neve caduti. Il sindaco Sergio Ortelli ha così chiuso le scuole e i bambini sono stati riaccompagnati a casa.
Scuole chiuse domani anche a Grosseto a causa della neve che continua a cadere in città. Lo ha deciso il sindaco del capoluogo maremmano.

Scuole chiuse per neve domani anche in molti Comuni del Grossetano come Castell’Azzara, Massa Marittima, Monte Argentario, Arcidosso e Santa Fiora.
A Orbetello oggi scuole chiuse come nei paesi grossetani di Monterotondo Marittimo, Massa Marittima, Montieri, Roccatederighi, Sassofortino, Roccastrada, Scarlino e Manciano.
Scuole chiuse domani anche a  Siena e provincia, a eccezione di Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano e Sovicille.
Domani, sabato 11 febbraio, nove scuole dell’infanzia ed elementari più un laboratorio, tutti dislocati sulle zone collinari del comune di Pistoia, resteranno chiusi. Si tratta delle scuole dell’infanzia di Cignano, di Valdibrana, “La Rondine” di Campiglio, “La Marherita” alle Pistre, “Lo Scoiattolo” a Santomoro, “La Favola” a Villa di Baggio. Inoltre resterà chiusa la scuola dell’infanzia ed elementare di San Felice, le elementari di Valdibrana e “Policarpo Petrocchi” di Cireglio. Sospese le attività anche nel laboratorio di Saturnana.
Scuole chiuse domani anche ad Arezzo.

Lazio

Le scuole sono state chiuse a Viterbo e in tutti i 60 comuni della Tuscia oggi e domani.
Anche il Sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, ha ordinato la proroga della chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani su tutto il territorio comunale.
Sabato 11 febbraio, tutte le scuole di Ladispoli di ogni ordine e grado saranno chiuse.
Causa maltempo anche il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha disposto per domani la chiusura precauzionale dei plessi scolastici e degli uffici pubblici siti sul territorio comunale.
Il sindaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis, ha ordinato la chiusura dei plessi scolastici di ogni ordine e grado nella giornata di sabato 11 febbraio.
Le scuole cittadine di ogni ordine e grado saranno chiuse sabato 11 febbraio anche a Civitavecchia .
Le scuole di Valmontone resteranno chiuse fino a lunedì 13 febbraio. Lo ha disposto, con propria ordinanza, il sindaco della città Egidio Calvano.
Anche il sindaco del Comune di Mentana ha ordinato la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sabato 11 febbraio.

Basilicata

Si tornerà a scuola lunedì prossimo, a Potenza: il sindaco del capoluogo lucano, Vito Santarsiero, ha deciso di prolungare fino a domani la chiusura degli istituti scolastici a causa delle forti nevicate.
Scuole chiuse anche a Matera e nella maggior parte dei lucani anche domani.

Abruzzo

Per la situazione critica su tutto il vasto territorio comunale, il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, ha disposto la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, fino a sabato 11 febbraio.
Scuole chiuse a Pescara fino a sabato prossimo.
A Vasto le scuole resteranno chiuse anche oggi. La sospensione di ogni attività didattica è stata decisa con un’apposita ordinanza dal sindaco Luciano Lapenna. Il provvedimento riguarda anche gli asili nido comunali.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha disposto, anche per le giornate di oggi, venerdì 10 febbraio, e di domani, sabato 11 febbraio, la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e negli asili nido del territorio comunale.

Marche

Il sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano, ha disposto che anche oggi e domani le scuole della città resteranno chiuse per gli studenti (ma non per il personale non docente).
Niente lezioni oggi anche ad Arcevia, Jesi e Civitanova Marche.
A Cingoli fino all’11 febbraio.
A Urbino scuole, inclusi gli asili nido, fino a sabato 11 febbraio incluso.
Scuole chiuse oggi ad Ascoli Piceno.
Scuole chiuse fino a domani anche a Macerata, Ascoli Piceno, Urbino e in tutte le scuole della provincia di Fermo.
Lezioni sospese, oggi e domani, a Pennabilli, in Alta Valmarecchia.
Sospese anche le attività didattiche in tutte le sedi dell’Ateneo di Urbino, comprese Pesaro e Fano, fino a sabato 11 febbraio compreso.
L’ateneo di Camerino ha inoltre sospeso le attività didattiche di tutte le Facoltà, compresa la sede di Spinetoli, fino al 10 febbraio. Si riparte il 13 febbraio, secondo le indicazioni e i calendari che saranno resi noti tempestivamente dalle Facoltà.

Umbria

Sono diversi i Comuni dell’Umbria che stanno disponendo la chiusura delle scuole per domani a causa dei problemi provocati dal maltempo. La decisione è stata annunciata oggi dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.
Scuole chiuse domani anche a Foligno. Il sindaco Nando Mismetti ha anche disposto la circolazione nell’intero territorio comunale solo per le auto munite di gomme termiche o con catene al seguito.
Sospese le lezioni oggi e domani anche a Magione.
Scuole chiuse oggi e domani anche a Spello, Marsciano e Orvieto a causa del maltempo.
I sindaci di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo hanno deciso congiuntamente la chiusura degli istituti scolastici fino a sabato prossimo compreso.
Le lezioni didattiche sono sospese per le giornate di oggi e domani anche nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio del Comune di Terni, Spoleto e Gubbio.
Scuole chiuse domani anche a San Giustino Umbro, Assisi, e Todi.
Lo stesso a Narni, Acquasparta, Sangemini, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Citta di Castello, Umbertide, Marsciano, Città della Pieve, Amelia e Magione.

Campania

Oggi e domani gli istituti scolastici di ogni ordine e grado in provincia di Avellino resteranno chiusi a scopo cautelativo.
Domani, scuole chiuse anche a Benevento.

Emilia Romagna

Scuole chiuse oggi dalle 11,30 a Bologna e anche sabato e lunedì.
Il Comune di Modena ha deciso questa mattina la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale nella giornata di domani.
Chiuse sabato le scuole anche a Forlì e Riccione.
Scuole chiuse, sabato anche in diversi comuni della Provincia di Rimini e a Rimini.
Fino al giorno 11 rimarranno chiusi gli istituti delle cittadine della bassa Valmarecchia – Santarcangelo di Romagna, Verucchio, Poggio Berni, Gemmano, Saludecio, Morciano, San Clementee Torriana, in alta valle di Novafeltria.
In Valconca, sempre nel Riminese, scuole chiuse, oggi e domani, a Gemmano e Saludecio e Coriano.

Domani saranno sospese le lezioni anche in tutti i seguenti comuni della provincia di Bologna: Anzola, Argelato (normale chiusura settimanale), Bazzano, Bologna, Borgo Tossignano, Budrio, Calderara di Reno, Camugnano (normale chiusura settimanale), Casalecchio di Reno, Casalfiumanese, Castel d’Aiano, Castel del Rio, Castel di Casio (normale chiusura settimanale), Castel Guelfo, Castel Maggiore, Castel San Pietro Terme, Castello d’Argile, Castello di Serravalle, Castiglione dei Pepoli (normale chiusura settimanale), Crespellano, Dozza Imolese, Fontanelice, Gaggio Montano, Granaglione (normale chiusura settimanale), Imola, Lizzano in Belvedere, Loiano, Marzabotto (normale chiusura settimanale), Medicina, Molinella, Monghidoro (normale chiusura settimanale), Monte San Pietro, Monteveglio, Monzuno, Mordano, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, Pieve di Cento, Porretta Terme, Sala Bolognese, San Benedetto Val di Sambro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale (normale chiusura settimanale), Sant’Agata Bolognese, Sasso Marconi, Savigno (normale chiusura settimanale), Vergato, Zola Predosa. Al momento – si legge in una nota – risulta mantenuta l’apertura nei comuni di Baricella, Bentivoglio, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Grizzana Morandi, Malalbergo, Minerbio, San Giorgio di Piano. Per lunedì, ad oggi, è stata programmata la chiusura a Bologna, Casalecchio di Reno, Crespellano e San Lazzaro di Savena.

Sardegna

Il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi i nidi comunali, per domani, sabato 11 febbraio.
Anche in Gallura in alcuni centri sono state chiuse le scuole. Oggi niente lezioni a Tempio Pausania e Padru mentre domani rimarranno chiuse anche quelle di Olbia. Il sindaco di Tempio Pausania ha quindi firmato questa mattina l’ordinanza di chiusura degli istituti scolastici per oggi e domani, mentre il sindaco di Padru ha chiuso le scuole da questo pomeriggio e sino a lunedì compreso, e domani si aggiungeranno anche quelle di Olbia.

Friuli Venezia Giulia

Scuole chiuse domani a Trieste. Lo ha deciso il Comune in considerazione della comunicazione della Protezione Civile che raccomanda di limitare gli spostamenti a causa della situazione atmosferica. È previsto freddo intenso e bora molto forte. Il Comune invita a rimanere in casa.

Calabria

La nuova ondata di maltempo ha portato la neve anche a Cosenza. Sulla città è in atto un’ intensa nevicata che sta andando avanti da un paio d’ore e che sta cominciando a provocare i primi disagi alla circolazione in città. Il sindaco, Mario Occhiuto, ha deciso di chiudere le scuole per oggi e domani.

Scuole chiuse oggi anche nel limitrofo comune di Rende.
E’ stata una notte di paura in tutto il Nord Italia, dove la popolazione ha atteso le scosse di assestamento del terremoto registrato ieri pomeriggio. Nel parmense si sono registrate in tutto cinque scosse, l’ultima alle 21,15 di ieri, mentre nel veronese la terra ha tremato per l’ultima volta poco prima delle 23, come registrato dai sismografi dell’Ingv: il movimento tellurico è stato avvertito anche in alcune zone del parmense, dove, questa mattina, la popolazione si è svegliata sotto i primi fiocchi di neve.

La Protezione civile: nessuna correlazione con i terremoti del 25 gennaio

La Protezione civile ha riunito ieri a Roma il Comitato operativo, per fare il punto sugli eventi sismici che stanno interessando il Nord Italia (il 25 gennaio una scossa di terremoto di magnitudo 4,9 della scala Richter ha interessato la zona di Reggio Emilia). Secondo gli esperti, gli eventi registrati in Veneto e in Emilia Romagna “si devono considerare fenomeni distinti, che non hanno diretta correlazione tra loro”. “Si tratta  di fenomeni collegati a distretti sismici diversi e a differenti strutture sismo genetiche (faglie)”, si legge nella nota della Protezione civile, che continua: “questo significa che i terremoti hanno avuto origine da fratture diverse della crosta terrestre, anche se non si possono escludere correlazioni tra le faglie”.

L’Ingv: “Potrebbero esserci anche scosse più forti”

Sulla possibilità che possano esserci altre scosse è intervenuto invece l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano. È possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti”: ha detto il sismologo dell’Ingv Salvatore Barba.

Secondo l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, che ha elaborato la cartina che vedete, il terremoto è stato registrato nella provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto, a 60 chilometri di profondità circa. Un sisma (di tipo ondulatorio) molto profondo, che per questo è stato avvertito in un’area molto estesa di territorio.

La scossa di ieri: 5,4 di magnitudo

Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita ieri, attorno alle 15,53, in tutto il Nord Italia: da Bologna a Milano, da Genova a Padova, da Pisa a Livorno, da Parma a Torino, da Bolzano a Venezia.
La magnitudo è superiore al 5° grado della scala Richter: 5,4 per l’esattezza.
L’epicentro è stato registrato nel distretto sismico di Frignano, appennino parmense, in provincia di Parma (qui un video amatoriale della scossa girato dentro un appartamento).
Successivamente, alle 16,23 alle 16,34, si sono verificate altre due scosse rispettivamente di magnitudo 2,7 e 3,2.
Al momento, fortunatamente, non risultano danni particolarmente ingenti o feriti.
“Abbiamo notizie di cornicioni caduti da palazzi, le nostre squadre stanno facendo sopralluoghi”: spiega un funzionario del Comando nazionale dei vigili del fuoco.
La circolazione ferroviaria è stata in un primo momento interrotta a causa del sisma tra Bologna Centrale e Milano Centrale. Ma dopo le verifiche del caso è ripresa.
Il capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha convocato per ieri sera alle 19,30 un Comitato operativo presso la sede del Dipartimento a Roma, per fare il punto complessivo sulle attività sismiche che stanno interessando il Paese.

Scuole chiuse oggi a Parma

Come già successo con la scossa dei giorni scorsi, anche in seguito al terremoto di ieri, il tavolo di crisi presso la sede della Protezione civile ha deciso che tutti gli edifici scolastici in città e in provincia di Parma rimarranno chiusi oggi, sabato 28 gennaio, per consentire le verifiche strutturali del caso.
Questa la decisione presa dal Prefetto di Parma, Luigi Viana, al termine della riunione del tavolo di crisi che si è riunito in via del Taglio subito dopo la scossa che ha toccato il Parmense.

Istituti aperti a Reggio

Il Comune di Reggio ha invece assicurato che oggi tutte le scuole saranno aperte. Le uniche chiuse della Provincia sono le medie di Montecchio.

Nuovi danni alla Reggia di Colorno

A Parma, secondo le prime notizie, sono stati registrati nuovi danni nella Reggia di Colorno ( a sinistra in foto), già colpita dal terremoto di due giorni fa.
Due statue sono cadute, una nella facciata sulla piazza che è stata poi subito chiusa, come ha comunicato il comandante provinciale dei Carabinieri Carlo Cerrina.
Crolli esterni anche per la cappella ducale di San Liborio.
Con la Soprintendenza è stato fatto un primo sopralluogo ma le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni.

I primi video su YouTube

A Milano, è stata evacuata per alcuni minuti la sede della Borsa.

Tanta paura, gente in strada

La paura è stata comunque tanta. Soprattutto a Genova e Milano dove le persone si sono riversate in strada. Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco.
Evacuate moltissime scuole ed edifici pubblici, in particolare a Milano.
“Ero in casa mia a Bologna, ero al telefono, a un certo punti a cominciare a oscillare tutto. Ed è durato tantissimo. Sembrava non finisse più”, ha raccontato Angelo Angeli a ilsalvagente.it.
Mercoledì mattina una forte scossa, del 4.9 della scala Richter, è stata registrata sempre nella regione, con epicentro vicino Reggio Emilia.
La notte precedente, invece, un altro sisma – del 4.1 – aveva avuto come epicentro Verona.

L’epicentro tra Negrar, Marano di Valpolicella e Grezzana. Chiusa la Alessandri di Parona.

Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita questa sera, inotrno alle 19,50, a Verona e nel veronese. L’intensità registrata è pari a 2,6 gradi della scala Richter.
Nessun danno alle persone, secondo le prime informazioni, dopo le verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile. Non si registrano danni.

L’area dell’epicentro è quella già interessata ieri da un terremoto di magnitudo 4,2.
Le località più vicine all’epicentro sono risultate stasera Negrar, Marano di Valpolicella e Grezzana. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, non sono risultati danni.

Scuola materna inagibile: è la Alessandri di Parone

Si sono concluse oggi pomeriggio – come informa il sito del Comune di Verona – le verifiche sulle 168 scuole comunali in ottemperanza all’ordinanza del sindaco Flavio Tosi per verificarne la sicurezza dopo lo sciame sismico di ieri.
L’unico edificio nel quale sono stati riscontrati problemi che ne impediscono l’agibilità è la scuola dell’infanzia Alessandri di Parona nel quale sono stati accertati una serie di problemi strutturali che ne compromettono la fruibilità in sicurezza: lesioni generalizzate e particolarmente evidenti in tre punti sulle murature verticali perimetrali e di spina del fabbricato, generate sicuramente dagli eventi sismici per la loro tipologia, posizione e la presenza a terra di materiale distaccato.
“Vi sono stati inoltre il distacco e la caduta di almeno 5 tavelle (cm 120 x 25. peso di circa 9,6 kg.) impiegate per realizzare il piano di falda appoggiato alle travi inclinate del tetto; una di esse era già sul pavimento, un’altra parzialmente trattenuta dal controsoffitto e tre sul controsoffitto.
Tale situazione – conclude il comunicato del Comune – impedisce l’uso in sicurezza della scuola e richiede una generale ispezione particolareggiata della copertura, la rimozione dei controsoffitti e le opere di ripristini/migliorie/sostituzioni conseguenti, per evitare il possibile rischio di altre cadute o ulteriori distacchi in presenza dei piccoli utenti”.

Oggi a Verona scuole chiuse

Scuole chiuse oggi a Verona. Di ogni ordine e grado, pubbliche e private.
Il sindaco Flavio Tosi, ha stabilito, con una delibera che tutti gli istituti (asili nido e tutte le strutture scolastiche) resteranno chiusi.
“Tutte le scuole ubicate nel territorio del Comune di Verona – si legge infatti in un comunicato del Comune – resteranno chiuse nella giornata di domani, per consentire di effettuare i rilievi tecnici necessari a verificare la presenza di eventuali lesioni strutturali, che possano compromettere la sicurezza degli edifici”.
Nella giornata di oggi sarà poi attivo per informazioni il numero verde gratuito            800/202525      ; è possibile anche contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero            045-8077500       (numero di ingresso con più linee) in orario 9-13 e 15-17.

A Parma scuole aperte, tranne due

Sono 34 le verifiche eseguite su mandato della Provincia in altrettante scuole superiori di Parma e provincia oltre che nelle sedi dell’ente di piazzale della Pace e viale Martiri.
“Tutte le scuole apriranno, fatto salvo a Parma il distaccamento del Marconi di via Gioia, il cosiddetto Brocca, in quanto necessita di un approfondimento ulteriore, ma gli studenti potranno frequentare le lezioni il pomeriggio grazie a una temporanea organizzazione su turni predisposta dal dirigente scolastico.
A Fidenza resta chiuso per un’altra giornata il Solari, “non per problemi di carattere statico ma per rimuovere in via cautelativa alcuni pannelli del controsoffitto”, spiega l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini.

Segnano Giaccherini al 6° e Del Piero al 30°. Autorete giallorossa di Kjiaer.

La Juve batte la Roma 3-0 e passa alla semifinale di Coppa Italia. Incontrerà la vincente di Milan-Lazio.
La Roma stasera ha deluso. Non c’è stata la grande sfida che si attendevano i tifosi di entrambe le squadre.
La Juve, infatti, ha imposto dal primo minuto il suo gioco, mentre la squadra di Luis Enrique non è mai riuscita a mostrare il suo.

Enrique e Conte subito dopo

L’allenatore spagnolo, subito dopo la partita, dice di aver visto bene la sua squadra nel secondo tempo e dice di aver visto una Roma non molto inferiore alla Juve.
“Pensiamo al campionato”, conclude serenamente, cercando di attenuare l’impatto della sconfitta.
Sorridente Antonio Conte. “Negli ultimi due anni in Coppa Italia – dice – la Roma ci aveva eliminato. Stavolta è andata diversamente”.
Elogi per Giaccherini: “È una bella favola la sua, dalla serie C a protagonista nella Juventus”.

Non riesce la rimonta della Roma

La Roma scende in campo decisa a rifarsi nel secondo tempo. Va subito in attacco e al 46° Bonucci rischia l’autogol.
Ma la Juve riparte con Giaccherini e Pirlo.
Conte fa subito riscaldare Matri. Forse pensa che, nella attuali condizioni di forma, Borriello non può reggere più di una cinquantina di minuti. Nella Roma il più pericoloso è Taddei, prima con un’incursione in area, poi con un tiro che Storari deve respingere con i pugni. Ma al 55° è ancora 2-0.
E, cinque minuti dopo, Luis Enrique effettua il primo cambio: entra Borini, esce Bojan che, ancora una volta, non ha convinto.
Un minuto dopo il cambio già preannunciato da Conte: fuori Borriello, dentro Matri.
Applausi per Borriello da parte del pubblico juventino.
Al 65° Simplicio atterra Estigarribia arrivato al limite dell’area: giallo.
Luis Enrique lo fa uscire subito dopo per Greco. Ma tre minuti dopo la Roma resta lo stesso in dieci, per un fallo di Lamela (nella foto) su Chiellini da rosso diretto.
I giallorossi ora sono sotto di due gol e in dieci: una partita davvero sbagliata la loro.
E difficile da capire la scelta successiva dell’allenatore della Roma: fuori Totti, dentro Perrotta.
Ma anche Totti è molto nervoso, come sempre quando le cose per la sua squadra non vanno bene. E l’allenatore vuole evitare guai peggiori.

Traversa di Quagliarella appena entrato

A un quarto d’ora dalla fine, esce Del Piero – fra grandissimi applausi – ed entra Quagliarella.
Pochi minuti prima la Roma aveva chiesto un calcio di rigore su Kjiaer, ma Banti dice no.
Quagliarella, invece, che gioca con una mascherina protettiva al volto, appena entrato colpisce la traversa, per un errore di Taddei, che scivola e lascia il pallone a Matri, che serve il suo compagno che tira a botta sicura.
A 8 minuti dalla fine, risultato invariato. La Roma non ha mai avuto, stasera, in mano la partita.
All’85° Matri potrebbe segnare il terzo gol per la Juve, ma Kjiaer salva sulla linea di porta.

Autorete al 90°

Poco dopo esce Giaccherini, entra Krasic. E quest’ultimo, dopo pochissimi secondi, rischia l’espulsione per un intervento su Gago. Banti gli mostra solo il giallo.
La Juve, per dimostrare le sue condizioni di forma, segna il terzo gol al 90°. La deviazione in rete è di Kjiaer, ma il merito è di Quagliarella che mette un rasoterra davanti a Stekelenburg. Il difensore anticipa il portiere, già battuta e il pallone finisce in rete.
Ma sarebbe stato lo stesso gol perché stava per arrivare sul pallone Matri.

Finisce 2-0 il primo tempo

Finisce 2-0 per la Juve il primo tempo del quarto di finale di Coppa Italia allo Juventus Stadium.
Ma la Roma, che domenica scorsa ha “steso” il Cesena per 5-1 stasera non è ancora scesa in campo, mentre c’è la stessa Juve che è andata a vincere a Bergamo per 2-0.
Totti e Lamela: non prevenuti, anche se è un po’ l’intera squadra di Luis Enrique che fin qui è stata messa sotto dall’aggressività di quella di Conte (anche lui fin troppo aggressivo in panchina).

Tutto esaurito allo Juventus Stadium

Tutto esaurito allo Juventus Stadium per i quarti di finale di Coppa Italia tra Juve e Roma. Chi vince va in semifinale.
I bianconeri non hanno mai perso finora in campionato.
Chi vince affronta la vincente di Milan-Lazio.
Nessuna delle due squadre indossa le magliette tradizionali. I bianconeri sono in maglia… rosa confetto.
I giallorossi in bianco.
È la Roma a battere il calcio d’inizio, ma la Juve è subito in pressing.
Al 2° minuto è 0-0.
Ma al 5° la Juve è già in vantaggio. Difesa alta della Roma (forse troppo). Lancio per Giaccherini, che ha segnato anche domenica a Bergamo (e in Coppa Italia contro il Bologna) e per Stekelenburg non c’è niente da fare: 1-0. Poco dopo ammonito Estigarribia, perché prosegue l’azione dopo il fischio dell’arbitro Banti.
Il cartellino sembra eccessivo all’allenatore della Juve, che poco dopo protesta per la mancata ammonizione, sul fronte opposto, di Gago.

Storari esce su Pjanic al 12°

La Juve continua ad attaccare. Luis Enrique non è convinto dei movimenti della sua Roma. Al 12° Storari è costretto a uscire sui piedi di Pjanic.
Al 15° la Roma ha una buona opportunità su calcio d’angolo. Ma il colpo di testa di Kjiaer è alto.
La Roma, comunque, si vede poco. Del Piero chiede un fallo dal limite. L’arbitro Banti gli dice di proseguire. Al 20° Juve sempre in vantaggio.
Conte ce l’ha con l’arbitro. Eccessivamente, visti gli episodi che ci sono stati finora e il vantaggio della Juve.
E al 25° i bianconeri sono ancora avanti, mentre Totti e Lamela finora non si sono visti.

Del Piero raddoppia al 30°

La squadra di Enrique fin qui è poca cosa e Del Piero la punisce con uno splendido gol al 30°. Per Del Piero è il primo gol della stagione, ma l’esecuzione è splendida.
Protestano i giallorossi con Banti, per un fuorigioco di Borriello (che dalla moviola esiste), ma il tiro del capitano juventino è perfetto a giro: 2-0.
Eccessivo il nervosismo in campo. Barzagli si prende un giallo per una punizione a favore di Totti contestata. Punizione dal limite: da Pjanic a Totti che tira sulla barriera e protesta con Banti perché, secondo lui, Borriello si è staccato dalla barriera troppo presto.
Si arriva al 35° con la Roma che prova a rovesciare l’inerzia avuta fin qui dalla partita.
Al 39° Estigarribia ha l’occasione per il terzo gol, ma calcia sull’esterno della porta.

Un quarto appassionante

La Coppa Italia riserva stasera un appassionante quarto di finale per i tifosi della Juventus e della Roma.
L’appuntamento è dalle 20,30 su RaiUno (ma la partita inizia alle 20,45) e la sfida parte con le migliori premesse. Qui potrete seguire la diretta on line della partita.
La Juventus di Antonio Conte è campione d’inverno e non ha mai perso nel girone d’andata.

La Roma è reduce da 5 vittorie consecutive

La Roma di Luis Enrique, dopo un avvio decisamente faticoso, ha mostrato il bel gioco voluto dal suo allenatore ed è reduce da cinque vittorie consecutive in campionato. Per di più ha recuperato, dopo le polemiche iniziali con l’allenatore spagnolo, un Totti in gran spolvero, per il quale sembrano riaprirsi le porte della nazionale.
“Sulla mia posizione in campo – ha detto ieri Totti – aveva ragione Luis”, che ha deciso di farlo giocare “alla Messi”.

Borriello contro Totti

Atteso per stasera anche l’esordio dal primo minuto del neo-acquisto Borriello al centro dell’attacco bianconero.
Sarà anche la prima volta di Marco Borriello contro Totti e i suoi ex compagni di squadra, lasciati poche settimane fa.

Gli allenatori alla vigilia

“Darò una possibilità a chi ha giocato meno – dice Conte – è giusto premiare che si allena sempre ed è dispobile”.
“Imbattibilità della Juve deve esserci di stimolo”, replica dall’altro fronte Luis Enqique.

Le probabili formazioni

La Juve dovrebbe scendere in campo con Storari, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie, Vidal, Marrone, Giaccherini, Estigarribia, Borriello e Del Piero.
La Roma dovrebbe iniziare la partita con Stekelenburg, Taddei, Kjiaer, Juan, José Angel, Simplicio, Pjanic, Gago, Bojan, Totti e Lamela.
Arbitra il signor Banti di Livorno.

Totti: “La nazionale? Mai dire mai”

“La nazionale? Mai dire mai. Vediamo come sto a maggio”: così Francesco Totti ha risposto ieri al messaggio di Cesare Prandelli, che non ha escluso di poterlo prendere in considerazione per gli ormai prossimi campionati europei.
“Per me aver giocato tutta la vita con la stessa maglia vale più di un Pallone d’oro”, ha detto il numero 10 della Roma in un’intervista a Donatella Scarnati per il Tg1 delle 20, il cui testo integrale è pubblicato dal sito del Tg1.
“Sulla mia posizione in campo decisa da Luis Enrique all’inizio ero scettico, ma aveva ragione lui”.

“Con Prandelli un ottimo rapporto”

“Mi fa veramente piacere che mi prenda in considerazione, poi con Prandelli ho un grandissimo rapporto. Mi hanno parlato bene di lui come allenatore, grande voglia, grandi stimoli, ha ottenuti grandi risultati con la nazionale..”, ha risposto Totti alla domanda su un eventuale posto in azzurro. Il capitano della Roma, nell’intervista al Tg1, dice poi di non essere stupito della sua condizione fisica (“A 35 anni di solito dicono che si va in discesa, io invece… sono in salita. La cosa importate è una vita sana, essere un professionista”) e di essere “contento di quello che ho fatto e soprattutto di quello che farò”.

“Voglio giocare fino a 40 anni”

In prospettiva, Totti spera di “arrivare a giocare fino a 40 anni”. Quanto alla Roma, il capitano definisce la sua squadra “giovane, divertente e che vuole vincere”, ora una “novità del campionato perché ci sono vittorie su vittorie”. Infine, una battuta sugli Oscar del calcio, premio che Totti assegnerebbe all’attaccante del Milan, Zlatan Ibrahimovic.